Sono di nuovo qui ad annoiarvi, scusate.
Oggi (che ormai sarebbe ieri, ma sorvoliamo) come vi avevo anticipato, ho avuto il mio incontro settimanale con la psicologa. Questa volta non abbiamo parlato di cibo, mi ha chiesto di fare dei disegni: per prima cosa mi ha fatto disegnare me stessa (e fin lì, niente di difficile, se non contiamo il fatto che un bambino di 4 anni disegna meglio di me), poi mi ha detto di disegnare qualcosa che mi rappresenta, le mie emozioni positive e le mie emozioni negative. In tutte e tre le occasioni, dopo interminabili istanti di silenzio e miei mugolii perplessi ( a causa dei quali deve aver pensato che io sia un po' ritardata, infatti ha tentato di spiegarmi cosa intendeva dire, anche se lo avevo capito benissimo...) ho lasciato il foglio in bianco. All'ultima richiesta mi veniva quasi da piangere, tanto ero imbarazzata dal non saper cosa fare.
In fine mi ha fatto disegnare un albero: finalmente qualcosa di concreto! (anche se teoricamente una persona a 16 anni penso dovrebbe saper rappresentare anche concetti astratti, no?)
voi avete mai fatto sedute simili? come sono andate? ( vi prego, ditemi che non sono l'unica che si è sentita scema)
visto che sono in vena di fare domande e di confrontarmi:
leggendo i vostri blog mi è sembrato di capire che ci sono ragazze che mangiano pochissimo quantitivamente, sia che si tratti di cibi più o meno calorici, altre che assumono quasi sempre la stessa quantità di calorie, mangiando di più se si tratta di cibi ipocalorici e di meno se sono ricchi in calorie e altre ancora che evitano del tutto alcuni cibi o alcune categorie alimentari... o è solo una mia impressione? ho sempre letto che vi sono solo due tipi di anoressia: di tipo restrittivo o con condotte di elimininazione; ma secondo me vi sono moltissime altre classificazioni possibili.. voi cosa ne pensate?
Non sono domande affatto facili.
RispondiEliminaPartiamo dalla prima: disegna qualcosa che ti rappresenta.
Com'è possibile? Come posso essere rappresentata solo da una cosa? Io ho tantissimi aspetti diversi e contrastanti. Non esiste una cosa che mi rappresenti! Potrei disegnare un libro, visto che mi piace leggere...ma non sono tutto qui. Io sono anche fatta di musica, corse in bicicletta, film sul divano, baci con il mio ragazzo, aperitivi con le amiche e tanto altro.
Okay, lei chiedeva UNA cosa sola, ma... come potrei scegliere? E' chiaro che, se decido di disegnare uno di questi aspetti piuttosto che un altro, gli conferisco maggiore importanza. Ma non è così, ogni singolo elemento che mi costituisce è rilevante quanto gli altri.
Seconda domanda: le emozioni positive.
Non saprei, un sorriso? Ma non è un po' banale? Quando sono felice io sorrido, anche solo intimamente. Però credo che lo facciano tutti.
Ultima: le emozioni negative.
E anche lì... hai voglia... invidia, ira, depressione, senso di inadeguatezza. A parole sono brava, ma non saprei come disegnarle, se non ricorrendo alle vignettine sceme dei bambini.
Quindi, insomma, disegnare non è per niente facile... specialmente per me, che faccio schifo.
Per quanto riguarda la tua richiesta sull'alimentazione... è vero ciò che hai notato, ma secondo me è un atteggiamento proprio di qualsiasi individuo.
E' chiaro che si mangiano pochi cibi ipercalorici e si abbonda di quelli ipocalorici... ma lo fanno tutti, a dieta oppure no, è normale! Altrimenti saremmo tutti obesi :)
Per quanto riguarda le calorie, cerco di restare intorno alle 900: questo perchè intendo perdere qualche chilo. Una volta raggiunto il mio obiettivo, tornerò ad assumerne 1200-500 circa, a seconda dei miei desideri :)
Non credo sia un difetto conteggiare le calorie: tutte le persone a dieta devono farlo (o comunque devono seguire un regime alimentare specifico dato dalla dietologa).
Insomma, il sacrificio c'è sempre. Poi, ovviamente, non bisogna cadere nell'ossessione.
Per quanto concerne chi assume pochissime calorie quotidianamente (a prescindere dalla qualità del cibo), ti devo dare ragione, è sintomo di anoressia: tuttavia ricade perfettamente nella categoria "tipo restrittivo".
:)
grazie per il tuo commento, non penso neanch'io che sia un problema conteggiare le calorie, se si sta seguendo una dieta dimagrante corretta. =)
EliminaIo non ho mai fatto sedute del genere ma quello che ti ha fatto fare mi ha ricordato tantissimo un documentario sui disturbi alimentari in cui c' era una ragazza che non riusciva ad esprimere come si sentiva e poi aveva subito dei traumi e aveva un passato pesante alle spalle e per cui certe cose erano anche difficili per lei da ricordare..e mi ricordo che le avevano detto di disegnare le sue emozioni..e grazie a questo lei dopo un po é riuscita a esprimersi e ha "tirato fuori" quello che era dentro di lei e che non riusciva a far emergere a parole.
RispondiEliminaHa pure un nome questa tecnica..peró non mi ricordo..
La richiesta dell'albero, non so vado a naso, peró magari é per vedere come lo disegni e a seconda di come "lo rappresenti" avrá un suo significato magari anche collegato a te stessa.
Nel senso io potrei disegnarlo con tante foglie e molto rigoglioso e un'altra potrebbe disegnarlo spoglio e vuoto.
Beh secondo me per il modo di mangiare é possibile che ci siano vari comportamenti. Io all'inizio avevo tolto tutti i cibi e mangiavo solo "certe categorie" ritenute sicure, per dirti contavo le calorie e decidevo "la verdura e i legumi sono ok" e mangiavo piccole porzioni di quelle..all'inizio mangiando sempre pochissimo ma senza contare e dopo un po contando pure le calorie..poi dopo un annetto (credo per la difficoltá a rinunciare sempre a ció che mi piaceva) sono passata a dire "basta che abbiano poche calorie e se devo mangiare un cioccolatino a pranzo basta che sia solo quello" peró non mangiavo altro.
Dopo un po ho iniziato a stare sulle 800kcal..e tenermi fisso solo il numero e non importava piú di tanto il cosa..diciamo che l'importante era sempre mettermi dei limiti per paura di mangiare un boccone in piú del dovuto e ingrassare.
io non penso di avere un passato difficile alle spalle, ma non riesco a esprimenre le mie emozioni, e neanche ad identificarle.
Eliminaanch'io ho le mie categorie di cibo e non esco da quelle... anche se svenissi non riuscirei a buttare giù, ad esempio, dello zucchero o comunque, se lo facessi non riuscirei a impedirmi di piangere, sighiozzare, e annaspare come una cretina.. mi è già successo sforzandomi a meangiare cose contenenti, ad esempio, olio.
Si si il disegno era nel caso di questa ragazza soprattutto per farla capire come si sentiva, perché aveva talmente una tale confusione dentro di se emotiva, che non riusciva a distinguere un' emozione dall'altra, identificarle, come dici tu..e per cui ovviamente nemmeno ad esprimerle..(diciamo che il suo vissuto non é importante, il problema é che non riusciva a identificare niente dentro di se)
EliminaIl disegno é usato in molte terapie che riguardano le emozioni..
Nel mio caso la psicologa non ha usato il disegno, sono partita da piccoli stralci di frase per poi riuscire, mooolto lentamente e dopo circa un paio d'anni ad avere una "buona" consapevolezza delle mie emozioni e a identificare i miei stati emotivi.
Peró il disegno aiuta a esprimere in altro modo..
Non so se hai mai visto il film "speak", é carino e tratta un po del disegno grazie al quale si possono superare esperienze dolorose (al di la che il tuo é un altro caso ma..era per farti un esempio)
l'ho letto ma non ho visto il film.. bellissimo libro.
EliminaQuando andai per la prima volta dalla psicologa mi fece disegnare. Allora non avevo problemi con il cibo ma ero quasi in depressione e autolesionista. Mi aveva chiesto di disegnare la mia famiglia come degli animali. Non ricordo bene tutti i significati, ma ricordo che avevo disegnato mia nonna come un gatto, e lei aveva detto che era una persona che aveva bisogno di protezione e cure. Infatti, in quel periodo aveva un tumore.
RispondiEliminaInfine, mi aveva fatto notare che non avevo disegnato me stessa, e quindi c'era un problema di insicurezza.
Se peró dovessero chiedermi di disegnare qualcosa che mi rappresenti non saprei da dove cominciare D:
Per quanto riguarda l'alimentazione, io sono quel tipo che mangia tante cose ma dal valore calorico basso.
Tipo un'enorme insalata da 30 kcal o una fettona di anguria. Io peró non mi ritengo anoressica.. Lo farei se fossi 10 kg in meno, o se mi sentissi male al solo pensiero del cibo. Io non sono così. Io adoro il cibo e mangiare, sono semplicemente in conflitto con il mio corpo, e rinuncio al cibo per migliorare.. Non so neanche se si tratti di un disordine alimentare.
Se posso darti un consiglio... Continua ad andare dalla psicologa. E se non ti trovi bene con lei cambia persona. È un aiuto enorme, io anche se dopo due anni sono uscita da quel brutto periodo, penso solo grazie alla mia psicologa.
Un abbraccio
grazie mille per il tuo commento, anche a me la precedente psicologa mi aveva fatto disegnare la mia famiglia come animali, ma poi non mi aveva spiegato il significato di ciò che avevo fatto...
EliminaHo letto entrambi i tuoi post quindi ti rispondo qui a tutti e due. C'è davvero tantissimo da dire..
RispondiElimina1. Quella psicologa che ti ha mandata via dopo poche sedute ti ha trattata come un'alcolista, come una persona affetta da una seria dipendenza fisica e mentale, che non poteva essere aiutata finchè non ne fosse uscita almeno un po'. Gli psicodinamici infatti non trattano gli alcolizzati e i drogati. E' necessario che non bevano più durante la terapia oppure la interrompono. Evidentemente lei deve aver pensato che la tua ossessione per il cibo fosse così grave da impedirti di pensare a qualsiasi altra cosa. Quindi ti ha detto prima di smettere di bere (modificare il tuo stile alimentare/comportamentale con un comportamentista e magari un dietologo) e poi di tornare da lei per capire perchè "bevevi", in modo che tu possa evitare le ricadute e guarire definitivamente. Ti sto solo spiegando cosa ha fatto, ovviamente non la giustifico. Credo cmq che l'abbia fatto per onestà intellettuale, non voleva spillarti soldi perchè non si sentiva in grado di aiutarti. Prova a vederla così. Magari la comportamentista, che critichiamo così tanto, potrebbe davvero essere in grado di aiutarti, o almeno lei ci sta provando.. confidati con lei e dalle una possibilità.
2. Le tecniche grafiche mi piacciono molto, sono davvero utili e interessanti. Dal modo in cui hai disegnato te stessa e l'albero si possono capire molte cose! Il discorso è lungo, magari poi ti scannerizzo 4 pagine dell'argomento e te le invio per e-mail.
3. Ufficialmente l'anoressia nervosa viene diagnosticata in presenza di specifici sintomi (tra cui l'amenorrea), e viene divisa in quei due tipi. Ma non è un caso se più del 66% delle persone con un disturbo alimentare non soddisfano tutti i parametri e a loro ne viene attribuito uno NAS (non altrimenti specificato). Il fatto che la diagnosi non è applicabile a 2 pazienti su 3 dovrebbe farti capire quanto poco sia utile e affidabile. Del dsm (manuale diagnostico) non si può negare l'importanza e la praticità, ma va preso con le pinze. Ogni persona è diversa e a seconda del suo carattere, delle sue necessità e degli eventi che ha vissuto nella sua vita, può manifestare disturbi alimentari diversi. Quindi esistono tanti tipi di anoressia quante sono le persone anoressiche.
Mi sono dilungata troppo, ma ti ho dato solo una panoramica generale e molto riduttiva. Sugli argomenti che hai sollevato c'è da parlare per ore, da studiare libri interi, se poi ti interessa approfondire l'argomento ne parliamo meglio. Un bacio
ti ringrazio moltissimo per la risposta... anche se adesso mi sento un po' un alcolista XD
Eliminati sarei grata se volessi mandarmi quelle pagine di cui parlavi, le leggerei volentieri =)
mi è stata diagnosticata con tutti i criteri, di tipo restrittivo perchè non uso compensazione di alcun tipo =(
se ti va di parlare io sarò felice di ascoltare qualunque approfondimento e consiglio.
grazie mille ancora =)